Territorio
Lampascioni

I lampascioni sono i bulbi di una pianta selvatica che cresce spontanea sui pascoli aridi della Murgia, il Muscari comosum. Somigliano a piccole cipolle viola, ma non sono cipolle e soprattutto non sanno di cipolla: sono amari, ed è proprio questo che li rende quello che sono.
Perché si raccolgono
Sono cibo di raccolta, non di coltivazione. Si cavano da terra con la zappetta tra febbraio e aprile, quando il bulbo è pieno, e sull'altopiano è ancora un rito familiare più che un lavoro. In dialetto si chiamano anche pampasciùn o cipollacci col fiocco, per via dell'infiorescenza violetta che spunta a primavera.
Come si puliscono
- Taglia la radice alla base, senza scavare troppo dentro o il bulbo si sfoglia.
- Togli le tuniche esterne, quelle secche e scure, fino ad arrivare allo strato chiaro e sodo.
- Incidi una croce sul fondo, profonda mezzo centimetro. Serve a due cose: fa uscire l'amaro in ammollo e impedisce che il bulbo si apra in cottura.
Le mani diventano scure e restano così un giorno o due. È normale, non si evita nemmeno coi guanti sottili.
Togliere l'amaro, il passaggio che decide tutto
Vanno tenuti in acqua fredda per almeno 12 ore, meglio 24, cambiando l'acqua tre o quattro volte. Più a lungo stanno a bagno, più l'amaro se ne va.
Qui però si sceglie: chi li lascia due giorni ottiene un bulbo dolce e mite, chi si ferma a dodici ore tiene un fondo amaro deciso. La tradizione pugliese sta con il secondo, perché l'amaro è il punto, non il difetto. Se li ammorbidisci troppo, tanto vale mangiare cipolle.
Le tre preparazioni
- Sott'olio
- Dopo l'ammollo, si lessano in acqua e aceto per dieci minuti, si asciugano bene e si invasano con olio extravergine, alloro e pepe. Pronti dopo un mese.
- In padella
- Lessati e poi ripassati in padella con olio e peperoncino, schiacciandoli leggermente perché prendano il condimento. È il modo più comune sulle tavole di casa.
- Al forno sotto le uova
- Lessati, sistemati in teglia con uova sbattute e pecorino, e infornati finché non rapprende. Piatto povero e sostanzioso, tipico delle campagne murgiane.
Come si mangiano a tavola
Quelli sott'olio stanno su qualsiasi antipasto e funzionano benissimo con i taralli: l'amaro e l'acidità tagliano l'olio del tarallo, e il tarallo asciutto raccoglie il condimento. È uno degli abbinamenti più tipici del tagliere pugliese.
⚠️ Se li raccogli da solo, impara a riconoscerli bene: esistono bulbi selvatici simili e non tutti sono commestibili. Nel dubbio si comprano già puliti.